Si è spento all’età di 77 anni Paolo Limiti, autore e produttore televisivo italiano.

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Si è spento all’età di 77 anni a causa di un tumore Paolo Limiti.
Ad annunciarne la scomparsa Mara Venier, grande amica, per un professionista, una bibbia musicale, un conduttore, che effettivamente avrebbe meritato maggior spazio e visibilità anche in questi anni del nuovo millennio.

Paolo Mario Limiti, noto come Paolo Limiti (Milano, 8 maggio 1940 – Milano, 27 giugno 2017), è stato un paroliere, conduttore televisivo, autore televisivo e produttore televisivo italiano.

Molti cantanti tra cui Mina (Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio, Sacumdì Sacumdà, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi e Mia Martini attinsero dlla sua penna, con gli anni ’90 che lo tramutarono in volto televisivo grazie a mamma Rai.

Salotti educati in cui riscoprire vecchie glorie della canzone nostrana da tempo scomparse, al fianco della mitica Floradora e di quella Justine Mattera che divenne sua moglie dal 2000 al 2002.

Limiti è stato un protagonista indiscusso della televisione. Dopo gli esordi come autore di canzoni, nel 1968 iniziò la sua collaborazione con la Rai grazie a Luciano Rispoli. L’incontro con Mina rappresentò uno dei momenti chiave della sua carriera: per lei scrisse brani come Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio, Sacumdì Sacumdà, Ballata d’autunno, Un’ombra ed Eccomi, che misero in mostra il suo talento di autore. In seguito Limiti ha lavorato con numerose star italiane e internazionali tra cui Ornella Vanoni, Jula De Palma, Dionne Warwick, Donovan, Peppino di Capri, Loretta Goggi, Mia Martini, Al Bano e Romina Power e tanti altri.

Bugiardo e incosciente:

“In occasione di uno dei suoi viaggi in Spagna, Mina ha l’opportunità di ascoltare i lavori di Serrat e chiede a Paolo Limiti di adattare in italiano uno dei brani da cui è rimasta affascinata. La tieta, questo il titolo originale, parla di un’anziana signorina che trascorre una vita sempre uguale e rimpiange in solitudine il tempo che passa guardandosi allo specchio.
Limiti stravolge completamente il testo originale, reinventando (a partire da una storia rigorosamente vera fra due personaggi dello spettacolo, ha egli stesso dichiarato) un burrascoso rapporto tra un lui egoista e infantile e una lei tormentata dalla gelosia ma schiava della passione. Un classico, insomma, della fenomenologia del vittimismo femminile cantata decine di volte in quegli anni da protagoniste del calibro di Mia Martini, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Milva.
Stavolta di tratta di un lungo monologo che fa quasi pensare a Cocteau, uno scenario di sentimenti che, nel volgere di sei minuti, parte dagli atroci propositi di una donna accecata dall’odio per terminare con una resa incondizionata al primo richiamo dell’amante appena sveglio.
Gli arpeggi spagnoleggianti di una chitarra acustica aprono il brano e dominano l’arrangiamento lungo tutti i sei minuti dell’esecuzione, mentre intervengono via via altri elementi dell’orchestra, in una delle partiture meglio riuscite di Augusto Martelli, allora compagno, oltre che direttore d’orchestra e compositore, di Mina.

Sfidando le più elementari regole commerciali (un brano lentissimo che si trascina per sei minuti e sedici secondi senza ritornelli di facile presa, senza cambi di armonie né di tonalità), Bugiardo e incosciente viene messo in commercio anche come singolo agli inizi del 1970, Di Bugiardo e incosciente, Mario De Luigi scrive, sulle note di copertina dell’album (misteriosamente scomparse dall’edizione CD), “una canzone che ha fatto innamorare Mina, una canzone forte e tuttavia infinitamente tenera, un dramma e una speranza, certo, ma raccontati in modo come nessuno ha mai ascoltato prima.”

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