Soffia il vento, Centrodestra nella bufera per le candidature Estero in Europa

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Caro Ezio Fabiani (coordinatore di FI nel Regno Unito), commuovono le difese che prendi in difesa di Vittorio  Pessina  (responsabile di FI nel mondo), che sa benissimo difendersi da solo… Quando si dice più papista del papa, fai tenerezza.

Le scelte di Pessina e del Sen. Malan sono state infelici, è sotto gli occhi di tutti.

I candidati di Forza Italia, della Lega e dei Fratelli d’Italia, tranne qualche eccezione,  non hanno alcuna attinenza con il territorio e con l’azione politica all’Estero. La scelta dei candidati non è stata dettata da ciò che è stato fatto per gli italiani all’Estero; ha certamente più a che fare con scelte fatte in un salotto, con un drink in mano.
Le mie battaglie politiche sono riconosciute da tutti, anche dagli avversari politici, le mie denunce si leggono regolarmente sulla stampa dell’emigrazione. Di te, si legge solamente oggi per attaccare me che reclamo correttezza!

Gerardo Petta – Forza Italia

I tuoi due candidati in Inghilterra sono pressoché sconosciuti in Europa. E Pessina ha avallato la tua proposta di inserire in Lista candidati “desconocidos”. Il fatto, poi, che nel Regno Unito ci siano circa 300’000 italiani iscritti all’AIRE, non giustifica, come da te sostenuto, di aver diritto a 2 candidati, altrimenti la Svizzera dove ne vivono circa  600’000, avrebbe avuto diritto a 4 candidati. Probabilmente un grande consulente d’arte come te, Fabiani, ha meno dimestichezza con numeri e le percentuali.

A proposito di numeri: durante il Referendum sulla riforma costituzionale, 04.12.2016, dati Europa, i votanti nel Regno Unito sono stati 87.593. I votanti in Svizzera, 204.256… Fai tu le dovute considerazioni.

Vittorio Pessina, purtroppo, ha sbagliato; il comitato elettorale ha sbagliato e non solo nella circoscrizione Europa, dimostrando mancanza di lungimiranza politica, nonostante qualcuno sostenga che non abbia mai partecipato ai tavoli negoziali con i partiti alleati, al momento della composizione della lista.

Pessina ha consegnato al Sen. Malan i nominativi dei candidati che poi insieme alla commissione presieduta dai vari Tajani, Ghedini, Giacomoni, etc. hanno composto il listone finale con Lega e FdI.

Se Pessina fosse stato coerente con i coordinatori di FI da lui nominati, che stavano lavorando da anni sul territorio, avrebbe dovuto subito dimettersi. In questo modo avrebbe dato un segnale forte ai vertici del partito e non sarebbe stato complice di esclusioni senza logica politica. In più, prima di Natale, è stato lo stesso Pessina a confermare al sottoscritto e a Salvatore Abelice, coordinatore del Belgio, la candidatura alle prossime elezioni politiche, per poi smentirla a favore di emeriti sconosciuti. La Svizzera, così, non ha avuto nessun candidato in Lista, invece l’Inghilterra 3, la Germania 1, la Spagna 1 e la Romania 1. Una distribuzione di candidati da miopia politica, per perdere le elezioni.

In Svizzera, con la mia uscita, tutti i miei collaboratori del coordinamento di FI hanno abbandonato, rimasti delusi e amareggiati dalle scelte del partito; ovviamente non sosteranno nessun candidato di FI o del centrodestra.Tantomeno saranno sostenuti i due famosi “desconocidos” inglesi , fin troppe volte citati.

Dispiace aver dedicato anni del mio tempo a Forza Italia, mettendoci la faccia anche quando Berlusconi era nella polvere; nel fuggi fuggi di parlamentari e sostenitori, alla ricerca di rifugio su altre sponde, il sottoscritto era sul campo a lottare per gli italiani all’estero anche a nome di Forza Italia. Da oggi lo farò solo a nome mio e dei miei collaboratori, e a nome delle associazioni che mi appoggiano sul territorio.

Ora che il vento soffia a favore del centrodestra, molti sono tornati di gran corsa a bussare alle porte di FI, ricevendo nuova ospitalità e candidature, a scapito di chi era restato a combattere in trincea.

Se un partito ragiona su queste basi, è meglio allontanarsi il prima possibile.
A differenza di chi cerca sempre venti favorevoli, potrò allontanarmi procedendo a testa alta.
Gerardo Petta

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